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	<title>Negozio Online &#187; crisi finanziaria</title>
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		<title>Social lending: la community che fa credito</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 07:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi finanziaria ha reso le banche ancora più prudenti di prima nel concedere crediti e finanziamenti, stringendo ancora di più i cordoni di una borsa che tutto sommato non è mai stata così prodiga. L’intermediazione delle banche sui prestiti, soprattutto su quelli a breve termine è quindi percepita come troppo onerosa sia sul piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image2428" src="http://blog.pmi.it/wp-content/blog.pmi.it_uploads/2008/11/social_lending.jpg" alt="social_lending.jpg" align="left" />La crisi finanziaria ha reso le banche ancora più prudenti di prima nel concedere crediti e finanziamenti, stringendo ancora di più i cordoni di una borsa che tutto sommato non è mai stata così prodiga.</p>
<p>L’<strong>intermediazione</strong> delle banche sui prestiti, soprattutto su quelli a <strong>breve termine</strong> è quindi percepita come <strong>troppo onerosa</strong> sia sul piano delle condizioni economiche richieste per la restituzione che nei termini generali per la concessione del credito.</p>
<p>Gli effetti di questo nuovo giro di vite? Dall’altro lato della barricata, i soggetti che normalmente chiedono e utilizzano tali finanziamenti per svolgere attività di impresa, hanno iniziato a guardarsi intorno.<br />
Anzi, a guardarsi in <strong>rete</strong>, al fine di trovare soluzioni più accessibili e sostenibili in risposta alle proprie esigenze di liquidità.<br />
In altre parole, ottenere denaro in prestito a un costo inferiore rispetto ai criteri del <strong>sistema creditizio tradizionale</strong>.</p>
<p><span id="more-534"></span></p>
<p>Cresce dunque l’interesse (e soprattutto le richieste) per il sistema di <strong>prestiti peer-to-peer</strong>, erogati attraverso il <a title="ictv_SocialLending" href="http://www.ictv.it/file/vedi/597/social-lending/" target="_blank">social lending</a> (prestito sociale).<br />
Si tratta di un fenomeno nato nel Regno Unito nel 2005 dall’incontro tra <strong>Web 2.0</strong> e <strong>Finanza</strong> e approdato in Italia a gennaio 2008.</p>
<p>Il sistema permette l’incontro tra domanda e offerta di denaro tra semplici utenti della rete, con il risultato di incentivare l’incremento dei tassi di interesse per chi presta, ma anche di spuntare tassi più favorevoli per chi chiede un prestito.</p>
<p>In Italia, attualmente, le due realtà più attive del settore sono <a title="Boober_HomePage_it" href="https://www.boober.it/" target="_blank">Boober</a> e <a title="Zopa_HomePage_it" href="http://www.zopa.it/ZopaWeb/" target="_blank">Zopa</a>, che recentemente hanno visto aumentare in modo significativo visite e registrazioni ai rispettivi siti.</p>
<p>Ciò non ha tuttavia portato a grossi aumenti (15 &#8211; 20%) nella conclusione di nuovi accordi mentre, in qualche modo, si rileva anche in questo settore una tendenza significativa al <strong>peggioramento della qualità del credito</strong>.<br />
Proprio il comportamento più prudente delle banche tradizionali ha convogliato potenziali clienti in difficoltà dai normali canali di credito, alcuni dei quali convinti che i controlli sul Web siano più facili da superare. Speranze che vengono tuttavia deluse dallo svolgimento di <strong>accertamenti sul merito di credito</strong> e dalla conseguente <strong>attribuzione di un rating</strong> che, allo stato attuale, fissa a circa il 40% il limite delle richieste approvate.</p>
<p>Il <strong>social lending</strong> può dunque rappresentare, anche per le <strong>Pmi</strong> e le <strong>microimprese</strong>, uno degli <a title="pmi.it_news_06/11/2008" href="http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/3751/impresa-italia-5-mld-alle-pmi-da-unicredit-.html" target="_blank">strumenti disponibili</a> per risolvere temporanee esigenze di liquidità legate, ad esempio, al <a title="pmi.it_news_03/11/2008" href="http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/3725/aziende-afflitte-dal-credit-crunch.html" target="_blank">ritardo dei pagamenti</a>,  tenendo comunque a mente che anche sul web 2.0, quando si parla di credito, i soggetti operano all’interno di un sistema di regole, a garanzia sia di chi presta che di chi riceve denaro.</p>
<p>Tags: <a rel="tag" href="http://blog.pmi.it/tag/credito/">Credito</a> <a rel="tag" href="http://blog.pmi.it/tag/crisi-finanziaria/">crisi finanziaria</a> <a rel="tag" href="http://blog.pmi.it/tag/pmi/">pmi</a> <a rel="tag" href="http://blog.pmi.it/tag/social-lending/">Social Lending</a></p>
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		<title>Risparmi verso azioni o fondi comuni di investimento? No, titoli di Stato: Bot, Cct, Ctz</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:53:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare di risparmi in questo periodo non è cosa facile, anche perchè ci si sofferma spesso a discutere di quanto gli stipendi non siano sufficienti, di come non si riesca ad arrivare a fine mese e del carovita che non smette di crescere. Tuttavia per coloro che riescono a risparmiare (perchè magari attenti lettori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3638" title="risparmi" src="http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2008/11/risparmi.jpg" alt="" width="400" height="267" /></strong>Parlare di <strong>risparmi</strong> in questo periodo non è cosa facile, anche perchè ci si sofferma spesso a discutere di quanto gli stipendi non siano sufficienti, di come non si riesca ad arrivare a fine mese e del <a href="http://www.guadagnorisparmiando.com/acquisti/unione-consumatori-indica-le-regole-da-seguire-quando-si-va-a-fare-la-spesa-per-far-fronte-al-carovita/" target="_blank">carovita</a> che non smette di crescere. Tuttavia per coloro che riescono a risparmiare (perchè magari attenti lettori del nostro blog che vi invitiamo a leggere più spesso), cambiano i modi di <strong>investimento dei propri risparmi</strong>.<span id="more-336"></span></p>
<p>Dal Supplemento al Bollettino Statistico della <a href="http://www.bancaditalia.it/">Banca d’Italia</a> sui conti finanziari emerge che dall’inizio<br />
dell’anno le famiglie italiane hanno continuato a orientare i loro risparmi verso <a href="http://www.finanzalive.com/category/strumenti-finanziari/">strumenti finanziari</a> piu’ liquidi o sicuri come i <strong>titoli di Stato</strong> a scapito di <strong>azioni e fondi comuni di investimento</strong>.</p>
<p>I titoli a breve, medio e lungo termine sono aumentati a 775 miliardi dai 737 miliardi a fine 2007. dimnuiscono invece le consistenze in azioni e partecipazioni scese sotto la quota di 800 miliardi ma anche i flussi diminuiti in particolare nel primo trimestre di quest’anno. Il fenomeno ha sicuramente le cause nella <a href="http://www.finanzalive.com/category/mutui-subprime/">crisi finanziaria</a>: le famiglie hanno ceduto azioni, quote di fondi comuni e prodotti assicurativi del ramo vita per 75 miliardi, oltre il 2% del totale delle attivita’ finanziarie delle famiglie.</p>
<p>Inoltre ilsondaggio “<strong>Gli italiani e il risparmio”</strong> condotto da ACri Associazione di Fondazioni e di Cassa di Risparmio Spa e presentato in occasione della 84° Giornata Mondiale del Risparmio ha evidenziato che resta comunque alta la propensione al risparmio. <strong>L’87% vorrebbe risparmiare: il 42% non vive tranquillo senza risparmi, mentre il 45% vorrebbe risparmiare ma senza rinunce.</strong> Per quanto riguarda gli investimenti il tema principale resta l’incertezza circa la tutela del risparmio. Ecco perchè i risparmi si sono concentrati per circa 100 miliardi su depositi e obbligazioni bancarie e su strumenti del risparmio postale e titoli di Stato. Gli italiani dichiarano, dopo la crisi finanziaria, di prestare maggiore attenzione alla rischiosità dell’investimento.</p>
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		<title>Che fine faranno i nostri risparmi a causa della crisi? I fondi pensione sono a rischio?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 06:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A causa della crisi finanziaria il panico sta prendendo piede in Europa. Tale paura è giustificata? Realmente potremmo vedere i nostri risparmi andare in fumo? Non c’è nulla di cui preoccuparsi, almeno per i risparmiatori privati. In Europa esiste un meccanismo di protezione dei conti correnti: il fondo interbancario di tutela dei depositi, vigilato dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A causa della <a href="http://www.finanzalive.com/multinazionali/le-societa-statunitensi-premono-per-una-soluzione-della-crisi-quest%E2%80%99ultima-potrebbe-coinvolgere-l%E2%80%99intera-economia/">crisi finanziaria</a> il panico sta prendendo piede in <strong>Europa</strong>. Tale paura è giustificata? Realmente potremmo vedere i nostri <strong>risparmi andare in fumo</strong>? Non c’è nulla di cui preoccuparsi, almeno per i <strong>risparmiatori privati</strong>.<span id="more-244"></span></p>
<p>In Europa esiste un meccanismo di <strong>protezione dei conti correnti</strong>: il <a href="http://www.fitd.it/">fondo interbancario di tutela dei depositi</a>, vigilato dalla <a href="http://www.bancaditalia.it/">Banca d’Italia</a>. Come tutela? I clienti privati italiani sono quelli più al sicuro, perchè hanno diritto al rimborso del denaro depositato fino a circa 103 mila euro (il doppio se il conto è cointestato).</p>
<p>Le <strong>Borse</strong> sembrano impazzite, dove è possibile parcheggiare a breve termine la liquidità in attesa che passi la tempesta?</p>
<p>Gli strumenti più sicuri rimangono indubbiamente i <strong>titoli di Stato (Bot e Btp, o titoli di Stato europei)</strong>. Ma anche i conti di <strong>deposito <em>online</em></strong> (garantiti dal fondo interbancario per i conti correnti). Si tratta di strumenti che permettono un impegno che va da tre mesi a un anno a tassi che oscillano tra il 3% e il 3,5% l’anno. L’unica nota a sfavore è che comunque l’<strong>inflazione</strong> potrebbere crescere più del rendimento di questi prodotti ma i <strong>titoli del Tesoro e conti di liquidità</strong> rimangono gli strumenti più garantiti, almeno nel breve periodo.</p>
<p>E i <strong>fondi pensione</strong>? Saranno danneggiati?</p>
<blockquote><p>Le ultime verifiche sui fondi pensione italiani ci fanno stare sostanzialmente tranquilli.</p></blockquote>
<p>Afferma il <strong>ministro del <em>Welfare</em>, Maurizio Sacconi</strong>. Possiamo asserire a tale affermazione perchè anche nel caso dei comparti più aggressivi (con maggiore esposizione all’azionario) si può parlare di rendimenti lievemente negativi nel breve periodo. Questo perchè I Fondi pensione investono in azioni solo una piccola parte dei loro capitali (da quote minime al 30% massimo). Inoltre, questi investimenti sono molto diversificati per ridurre il rischio.</p>
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